LA STORIA DI VILLA JUMIRA

La storia di Villa Julmira è ancor’oggi il simbolo di due scelte di vita radicali e di un grande amore.

Protagonista delle vicissitudini di questa dimora del mito è Ernesto Kronberg. Nato a Riga, in Lettonia, nel 1888 da una nobile famiglia svedese, già da giovane si era trasferito a S. Pietroburgo per studiarvi disegno ed, in seguito, per insegnarvi presso la locale Accademia. La passione per l’arte lo portò a viaggiare per l’Europa, fino ad arrivare in Italia e al suo sbarco a Capri.

Kronberg arrivò a Capri nel 1913 per dipingere il paesaggio e, da questo momento, vi restò tutta la vita. L’Isola viveva un momento unico e irripetibile, luogo di convergenza e incontro di vite e destini di persone diversissime per cultura e nazionalità, fucina di idee artistiche e politiche. Mancava poco allo scoppio del primo conflitto mondiale: quest’epoca si sarebbe chiusa definitivamente e avrebbe posto la parola fine a tante illusioni.

Tra gli esiliati russi, Kronberg incontrò e si innamorò di una bellissima ragazza di appena 16 anni, appartenente a una famiglia russo-ebraica, Tsera Solovieck che viveva a Capri insieme alla sorella Assia. Attive nella lotta antizarista e imprigionate per la loro attività sovversiva, sembra che solo grazie all’influenza di un autorevole zio avvocato furono liberate. Condannate all’esilio a vita dalla loro patria le sorelle, insieme ad un’altra amica rivoluzionaria, vennero in Italia e subito arrivarono a Capri.

Dal matrimonio con Tsera nel 1921, nacquero due fanciulle, Mira e Juli. Proprio alle sue figlie, l’Artista volle dedicare il sogno della sua vita. Villa Julmira (Juli-Mira), una casa aggrappata alle rocce che sovrastano la Piccola Marina, in una posizione che sembra irraggiungibile, quasi aerea.

La dimora fu iniziata sul finire degli anni Trenta e divenne una piccola “fabbrica di San Pietro” che impegnò direttamente Kronberg nella difficile realizzazione: ancor’oggi qualcuno ricorda l’ardito trasporto del materiale edile sulla motocicletta dell’Artista o direttamente da mare.

Un’aria di mistero l’avvolgeva e rispecchiava, forse, la doppia natura del costruttore, nordica per nascita e mediterranea per elezione. Perfettamente integrata nel paesaggio mediterraneo ma, allo stesso tempo, arroccata, isolata e quasi gotica per la sua “verticalità”.

La morte di Ernesto Kronberg e Tsera all’inizio degli anni Ottanta non sembra aver determinato cambiamenti nella residenza.

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